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Il Castello di Monreale,

conosciuto da tempo con l’appellativo de “Il Castellaccio”, sorge sulla cima di monte Caputo. Questa opera faceva parte integrante di un vasto complesso monastico voluto dal re normanno Guglielmo II, unitamente al Duomo di Monreale. Secondo molti studiosi quella costruzione sorse sulle rovine di un preesistente abitato di origine musulmana. Il castello di Monreale, o castellaccio, venne dedicato a San Benedetto.



Vari documenti lo designano come luogo di riposo o di convalescenza per i monaci del vicino monastero di Monreale, è evidente comunque, dalle caratteristiche costruttive, che quell’edificio era destinato a fungere da baluardo e di avvistamento delle navi dei pirati saraceni che, periodicamente terrorizzavano e depredavano gli abitanti di Palermo e dei suoi dintorni.  Nel 1370 l’esercito di Giovanni Chiaramente in lotta contro il forte nucleo Catalano, affiancato dai monaci monrealesi, causò seri danni alla struttura.



L’edificio era troppo importante e serviva a prevenire eventuali attacchi improvvisi sia da Nord che da Sud, quindi divenne indispensabile un rapido ripristino dello stato originario, infatti le parti che avevano subito i danni vennero ricostruite rapidamente, grazie anche alla pressante volontà di Papa Urbano V. Il “Castellaccio” proseguì nella sua preziosa funzione di “sentinella”, tanto è vero che venne abitato dal re Martino I nel 1393 che si sentiva inattaccabile all’interno di quelle poderose mura. Poco dopo iniziò il degrado con il definitivo abbandono avvenuto nel secolo XVI.



Il monumento iniziò la sua decadenza che proseguì per molti secoli, fino al 1898 quando l’architetto Giuseppe Patricolo, che ebbe già parte nel riportare alla luce moltissimi monumenti siciliani, si dedicò al restauro del “Castellaccio” nelle sue parti meno danneggiate.




Dopo l’intervento di ripristino il “Castellaccio” entrò nella proprietà del Club Alpino Siciliano che lo dedicò ad ospitare un rifugio montano. Oggi del castello rimangono i muri d’ambito e le irregolari strutture delle sette torri, di varia elevazione, che accentuano notevolmente l’aspetto militare della struttura. L’edificio ha uno sviluppo rettangolare con alcune irregolarità e, molto probabilmente, la costruzione all’origine si sviluppava in due piani. L’interno mostra dei locali di cui non si conosce l’uso, probabilmente luoghi di riposo per i monaci. Questi sono dislocati lungo i muri perimetrali e si raggiungono per mezzo di un corridoio, da questo si raggiunge un atrio circondato da portici che lo indicano quale chiostro dell’intero complesso monastico. È facilmente visibile quel minimo che resta di una chiesetta che si sviluppava su tre absidi con la centrale più elevata delle altre due. www.monrealeimmobili.it
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